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Il cinguettio degli uccellini mi ridesta,
seduto su una panchina con le mani sulla testa.
Son di nuovo solo
e solo loro sono il mio primo pensiero,
il frutto più sacro dell’amore,
dolci angeli del mistero.
La mia mente vaga, tra ricordi d’oggi e di ieri,
di quanto or son cuccioli e di quando eran sol desideri.
Adesso la vita ed ogni altra cosa è tutta per loro,
le gioie, le paure, il tempo e la fatica,
la nostra mappa del tesoro.
Velocemente son venuti, velocemente son cresciuti,
a noi non resta che rincorrere gli istanti, prima che sian perduti.
Ogni sorriso o parola, ogni carezza
ed ogni momento di tenerezza.
Perché loro crescon presto, sospinti dalla brezza.
Gli uccellini mi parlano ancora
ed io li ascolto attento:
“Non fare l’egoista, se vuoi esser saggio e contento,
riparali, proteggili e dona loro ali forti,
infine lo sai, non andranno sempre dove tu li porti.”
Allora io cammino con loro appresso,
ogni cosa io faccio e la faccio adesso.
Loro vedono, studiano, imparano, scelgono,
si fan forti, indipendenti, ma ancor ci seguono.
Ridono adesso, con i loro occhietti a cuore
che paion disegnati.
Neanche loro sanno che prima o poi spiegheranno le ali
e voleranno verso altri prati.